Come affrontare i disturbi dell’alimentazione

disturbi alimentari

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono malattie molto gravi, che intaccano in modo importante la salute psichica e fisica della persona, alterandone la sfera sociale e relazionale.

Il loro trattamento deve prevedere più figure professionali e ambiti di cura adeguati. Trattare i disturbi alimentari in assenza di competenze multidisciplinari è una pratica che rischia di essere inappropriata.

Si tratta di malattie mentali complesse

I disturbi alimentari comprendono diverse condizioni in cui la persona manifesta un disturbo persistente dell’alimentazione, caratterizzato da un consumo o assorbimento alterato del cibo e danni significativi per la salute fisica, così come per il benessere psichico e sociale. Influiscono sullo sviluppo corporeo e sulla salute sia fisica sia psichica, causando problemi medici anche gravi.

I comportamenti alimentari animali più frequenti sono: la restrizione alimentare (ridurre drasticamente l’alimentazione, come nell’anoressia nervosa); l’abbuffata (come nel disturbo da alimentazione incontrollata) e l’utilizzo di pratiche per compensare le calorie assunte, come il vomito autoindotto, l’abuso di farmaci e l’eccessivo esercizio fisico (come nella bulimia nervosa).

A questi si associano una serie di variabili di sintomi psicologici e clinici ed un aumentato rischio di complicazioni mediche e psichiatriche.

Nei disturbi alimentari gioca un ruolo la combinazione di fattori sia genetici sia ambientali: non c’è una causa unica, ma un’origine multifattoriale, ovvero incide la presenza concomitante di una serie di fattori che possono favorirne la comparsa e il mantenimento.

Si tratta di malattie mentali complesse, che attraverso un malessere fisico esprimono un disagio psicologico. I disturbi mentali sono quelli che registrano il più alto tasso di mortalità tra i giovani.

Bisogna coinvolgere diverse figure professionali

L’approccio ai disturbi alimentari deve prevedere il coinvolgimento di differenti figure (psichiatri/neuropsichiatri infantili, medici con competenze nutrizionali, internisti, psichiatri, endocrinologi, dietisti, psicologi, infermieri, educatori professionali, tecnici della riabilitazione psichiatrica e fisioterapisti), coinvolge nei diversi ambiti sanitari di competenza, in coordinamento e in un lavoro condiviso nelle differenti fasi di cura. Il trattamento non è limitato all’aspetto nutrizionale.

Questo fa parte di un programma di intervento più complesso e sfaccettato, che include le diverse cure mediche e specialistiche, con una particolare attenzione al versante psicosociale. Il primo riferimento può essere il medico di famiglia e il pediatra, che fa da tramite con i servizi delle reti regionali dei disturbi alimentari.

È importante appoggiarsi a centri specializzati, dove il progetto terapeutico può essere realizzato sui diversi versanti specialistici integrati.

L’importanza di un lavoro in gruppo delle diverse figure professionali, per far sì che il percorso di questi pazienti sia completo ed efficace, è sottolineato come indispensabile anche in situazioni di urgenza, nell’ambito degli accessi in pronto soccorso.       


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