Per una corretta abbronzatura impariamo a leggere l’etichetta dei solari

È arrivata l’estate e la voglia di tintarella impazza. Ma per avere un’abbronzatura uniforme e che duri nel tempo non basta esporsi al sole, ma bisogna esporsi correttamente così da evitare scottature o di squamarsi dopo poche ore. La prima alleata per un’abbronzatura perfetta è la crema solare. Quello che però non tutti sanno è che, per raggiungere il livello di protezione dichiarato sulla confezione, si dovrebbe consumarne un tubetto al giorno. La quantità che si dovrebbe applicare sulla pelle è di due milligrammi per centimetro quadrato, mentre quella che riusciamo davvero a far assorbire alla nostra epidermide varia tra il 25 e il 50% di questa dose. Questo significa che siamo meno schermati di quanto pensiamo, anche se ci spalmiamo una protezione 50. Occorre quindi riapplicare la crema dopo 2-3 ore, oppure dopo un bagno completo. Per lo stesso motivo, nemmeno i prodotti waterproof sono completamente resistenti all’acqua e al sudore. Quindi possiamo dire che il segreto per un’abbronzatura bella e sana sta tutto nella scelta della giusta crema solare.
Certo oggi in commercio ci sono tantissime creme solari, di ogni marca e con applicazioni diverse. Ma seguendo delle semplici regole si può fare la scelta giusta. Prima di acquistare una crema sola si dovrebbe conoscere il proprio fototipo di pelle (per scoprirlo potete anche utilizzare il nostro test) e in base a questo scegliere il solare giusto. Non credete alle creme che riportano le diciture “100% protezione” o “protezione per l’intera giornata” perché ormai è chiaro che nessun solare può avere una resistenza così lunga sulla pelle e quindi sono informazioni non veritiere.
Ad ogni fototipo corrisponde un fattore solare indicato su ogni prodotto solare (es. 6, 10, 15, 20, 50).
Vengono normalmente identificati sei fototipi: chi ha il numero 1, caratterizzato da capelli rossi o biondi con pelle molto chiara, deve usare una protezione molto alta, chi ha il 2 (capelli biondi o castani con pelle chiara) da molto alta ad alta, per il 3 (biondo scuro o persone con pelle sensibile) e il 4 (capelli castani con pelle moderatamente sensibile) va bene la media mentre per il 5 (capelli scuri e carnagione olivastra) e il 6 (capelli scurissimi e pelle non sensibile) è consigliabile la bassa.
In secondo luogo bisogna leggere cosa è riportato sulla confezione del solare, ai quali sono stati dedicati anche un Regolamento e una Direttiva UE, che raccomandano di indicare in etichetta il grado di protezione dai raggi UV e l’efficacia, anche mediante una delle quattro categorie di protezione individuate; ovvero “bassa” (protezione 6 e 10), “media” (15, 20, 25), “alta”(30, 50) e “molto alta”(oltre 50). In etichetta, la categoria e il fattore di protezione solare devono essere riportate con la stessa visibilità.
Ma le persone però devono imparare a esporsi correttamente al sole e conoscere i rischi che si corrono dopo un’eccessiva esposizione. Pertanto, l’etichetta deve riportare la frequenza di applicazione e la quantità minima di prodotto da applicare per garantire un adeguato grado di protezione della pelle.
Infine, deve risultare chiaro che la funzione dei solari è quella di prevenire eventuali danni che non possono comunque essere esclusi e solo l’attenta osservanza delle prescrizioni d’uso ne garantisce l’efficacia.

Di Roberta Graziano