Deodoranti e antitraspiranti: che differenza c’è

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Si avvicina l’estate e il pungente odore di sudore che emanano ascelle mal lavate e non deodorate inducono distanziamenti spontanei che non hanno bisogno di incentivi antipandemici.

Per fortuna il cattivo odore si può combattere con la giusta igiene quotidiana e un buon deodorante.

Non bastano acqua e sapone?

Il deodorante è entrato a far parte della nostra routine di igiene quotidiana, per cui compare quasi sempre nell’armadietto del bagno, ma c’è chi si chiede se non basterebbe lavarsi le ascelle con acqua e sapone per impedire il formarsi dello sgradevole odore che deriva dal sudore.

Il sudore in realtà è inodore e i responsabili dello sgradevole olezzo sono i batteri che attaccano le sostanze organiche al suo interno.

Lavarsi è di sicuro la prima azione da fare per impedire la crescita di questi batteri. È anche importante tener ben depilata la zona ascellare perché togliendo i peli si sottrae “terreno” all’attività batterica che produce i composti volatili maleodoranti. Anche il cambio frequente di abiti aiuta. Il deodorate poi completa la missione limitando la sudorazione e l’azione dei batteri.

Cosa sono gli antitraspiranti

Nel linguaggio corrente, il termine deodorante si usa per tutti i prodotti usati sulle ascelle per limitare il cattivo odore, ma si fa confusione con gli antitraspiranti.

Infatti, per deodorante si deve intendere un prodotto formulato solo per ridurre o mascherare l’odore attraverso sostanze antibatteriche e profumi che agiscono contro i batteri responsabili della puzza.

Un antitraspirante ha le stesse doti di un deodorante, ma è anche in grado di ridurre la quantità di sudore che lo provoca limitando la traspirazione.

Quali sono le formule più sicure

Sul fronte degli ingredienti bisogna dire che molti produttori hanno migliorato le formulazioni eliminando le sostanze più critiche, i cosiddetti “interferenti endocrini”, cioè sostanze in grado di interferire con il nostro sistema ormonale alterandolo.

I sali di alluminio sono cancerogeni?

Un antitraspirante si riconosce dalla presenza nella lista degli ingredienti dei sali di alluminio indicati con il loro nome latino: aliminum chloride, aluminum chlorydrate, aluminum zirconium.

I sali di alluminio aiutano a chiudere i pori e impediscono al sudore di raggiungere la superficie della pelle.

Da tempo scontano l’accusa si essere cancerogeni. Non solo non ci sono prove scientifiche a supporto di questa ipotesi, ma in una recente opinione il Comitato europeo per la sicurezza dei consumatori (SCCS) ha evidenziato che l’esposizione sistemica all’alluminio, tramite l’applicazione quotidiana di prodotti cosmetici, non si aggiunge in modo significativo al carico corporeo dell’alluminio proveniente da altre fonti come gli alimenti. Quindi non si può stabilire nessun nesso causale tra l’esposizione cutanea all’alluminio e il cancro al seno. Infatti, l’alluminio è un elemento chimico molto diffuso in natura, impiegato nel settore industriale, in diversi oggetti d’uso, e in alcuni cosmetici e alimenti.

C’è anche un altro falso mito che circola sugli antitraspiranti e dice che bloccando il sudore che esce dalle ascelle aumenti quello nel resto del corpo. Non è così. Il sudore è prodotto da milioni di ghiandole e gli antitraspiranti limitano solo quelli delle ascelle, che sono tra l’altro l’1%, pochissime rispetto al resto del corpo, ma ce ne accorgiamo di più perché il sudore non evapora da sotto le ascelle così facilmente come in altre parti del corpo.