Diagnosi di ipertensione: spesso si normalizza ma il follow-up è inadeguato

ipertensione bambini

Secondo uno studio di coorte durato 6 anni, in oltre metà dei bambini che soddisfano i criteri per la diagnosi di ipertensione i livelli pressori poi si normalizzano, ma in molti di essi il follow-up è inadeguato.

Sorprende il fatto che solo il 53% dei pazienti classificati come ipertesi nei primi tre anni dello studio ha avuto tre misurazioni pressorie nei secondi tre anni.

I ricercatori hanno usato i dati Cer relativi a 165 centri di assistenza primaria pediatrica in 30 sistemi sanitari locali per esaminare le variazioni nel tempo dei livelli pressori nella pratica clinica di due periodi consecutivi di 36 mesi ciascuno.

Durante il secondo periodo di 36 mesi, dei 1.515 bambini con ipertensione allo stadio 1 alla fine del primo periodo, il 52% aveva valori pressori normali, il 22% aveva la pressione elevata ma non l’ipertensione, il 21% aveva un’ipertensione di stadio 1 e il 5% un’ipertensione di stadio 2. E fra i 366 bambini che avevano i criteri per l’ipertensione di stadio 2 entro la fine del primo periodo di 36 mesi, il 40% aveva valori pressori normali, il 20% aveva la pressione sanguigna elevata ma non l’ipertensione, Il 25% un’ipertensione in stadio 1 e il 16% un’ipertensione di stadio 2 alla fine del secondo periodo.

Ma ciò che stupisce è che dei quasi 400.000 pazienti pediatrici in assistenza primaria, solo il 22,4% aveva misurato la pressione in almeno tre occasioni in 36 mesi. E solo il 54% dei pazienti con ipertensione in stadio 1 e il 56% di quelli con ipertensione in stadio 2 durante i primi 36 mesi aveva misurato almeno tre volte livelli pressori durante il periodo successivo.

Questo studio ribadisce che non stiamo svolgendo un adeguato lavoro di screening nella selezione di bambini e adolescenti basata sulle anomalie della pressione sanguigna, anche nel caso di un precedente riscontro di risultati anomali.


Iscriviti alla newsletter