Ipertensione arteriosa e sport

L’ipertensione arteriosa è la prima causa di non idoneità allo sport agonistico. Sempre più spesso, oltre al problema del riscontro occasionale di pressione arteriosa elevata a riposo o dopo sforzo in giovani atleti, si deve affrontare quello della gestione di sportivi ipertesi, anche anziani, talora in trattamento farmacologico.

È dimostrato il valore di una regolare attività fisica di tipo aerobico nel prevenire lo sviluppo di coronaropatie e nel ridurre la pressione arteriosa. L’effetto ipotensivo si esercita sia in soggetti normotesi che ipertesi, anche se è maggiore in questi ultimi, ed è proporzionale ai valori di partenza della pressione arteriosa, più accentuato nelle donne e nei soggetti anziani. Negli anziani fisicamente attivi tutte le cause di mortalità e le malattie coronariche sono ridotte, soprattutto oltre i 70 anni. Si può affermare che l’allenamento aerobico migliora la pressione a riposo, la risposta pressoria agli stimoli psicoemotivi e previene gli eventi cardiovascolari attraverso numerosi meccanismi.

Tuttavia, esistono ancora molti problemi aperti sull’impiego ottimale dell’attività fisica come strumento per la prevenzione degli eventi cardiovascolari. Innanzitutto, gli studi che hanno preso in considerazione soggetti impegnati in attività sportive di tipo strenuo sono pochi. Inoltre, alcuni studi mostrano che un regolare esercizio fisico riduce la pressione e prolunga la sopravvivenza, ma che l’attività sportiva intensa condotta da individui sani non conferisce importanti benefici. Infine non è noto se lo sport agonistico influenzi negativamente il decorso della malattia ipertensiva, dato che mancano studi prolungati di followup, anche se un’attività fisica importante può facilitare la precipitazione di eventi coronarici in questi soggetti. Quindi prima di prescrivere un determinato tipo di attività fisica è necessario valutare il soggetto iperteso verificando il comportamento del suo apparato cardiovascolare in condizioni il più possibile simili a quelle della gara. La prescrizione dell’esercizio fisico deve essere fondata sulla conoscenza delle modificazioni indotte dall’allenamento e sulla valutazione, cardiovascolare e non, del soggetto iperteso. È oggi opinione comune che per la prevenzione e la terapia dell’ipertensione arteriosa sia utile effettuare 3-4 sedute settimanali di attività fisica aerobica condotta per 30-45 min ad un livello di intensità pari al 50-70% della massima capacità di carico lavorativo.

Le attività consigliate sono la marcia, il podismo, il ciclismo e programmi di attività aerobica mista. Ciò non toglie che i soggetti ipertesi possano seguire le loro personali inclinazioni, scegliendo uno sport di proprio gusto, praticandolo a livello agonistico, ma l’ottenimento dell’idoneità alla pratica sportiva agonistica implica una valutazione medico-sportiva accurata.

Di Roberta Grazian

Fonte:

“Ipertensione arteriosa e sport”, La Cardiologia dello Sport, Il Pensiero Scientifico Editore.