Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi: l’arte della procrastinazione

procrastinare

Benjamin Franklin, uno dei padri fondatori degli Stati uniti ma anche inventore, abile nuotatore e giocatore di scacchi, sicuramente non sapeva cosa volesse dire procrastinare e quanto per alcune persone questa sia una vera e propria arte. Procrastinare, infatti, non significa solo rimandare lo svolgimento di un compito ad un altro momento ma implica sostituire un dovere o un’attività ad alta priorità con qualcosa di piacevole o con una priorità più bassa. Per esempio, se ci siamo prefissati di lavare l’auto il primo giorno libero del fine settimana ma le condizioni metereologiche non ci assistono e, di conseguenza, rimandiamo l’attività al giorno successivo non stiamo procrastinando. Ma se dobbiamo preparare una presentazione di lavoro per una riunione importante prevista il giorno dopo e, piuttosto che lavorare, ci dedichiamo a guardare 10 puntate di fila della nostra serie tv preferita per poi metterci al lavoro a fine giornata, allora siamo dei procrastinatori. Quando scenari come questo, o simili, sono rari non c’è da preoccuparsi: essere leggermente procrastinatori è tipico della natura umana, non è per forza patologico. Tuttavia, nel momento in cui la procrastinazione diventa una abitudine frequente può rappresentare una minaccia per la nostra salute mentale e compromettere il nostro funzionamento lavorativo, sociale e relazionale.

Ma allora se procrastinare comporta tanta sofferenza, perché alcune persone non riescono a non farlo? Le cause possono essere numerose come:

  1. Perfezionismo: coloro che valutano le proprie performance in base ad alti standard, possono rimandare qualcosa perché non si sentono in grado di farla al meglio.
  2. Paura del successo o paura dell’insuccesso: se si ritiene di non meritare il successo o se si è convinti di fallire, la strategia che si persegue è l’evitamento.
  3. Scarsa motivazione: non è possibile fare sempre ciò che piace. Quando è necessario impegnarsi in un’attività spiacevole, la mente può cercare di rimandare l’attività il più possibile.
  4. Umore basso: l’umore influenza la performance. Nelle giornate in cui ci si sente scarichi e giù di corda anche la spinta a fare diminuisce indipendentemente dall’importanza o dalla piacevolezza del compito da svolgere.

Rintracciare la causa della procrastinazione, quindi, è il primo passo per preservare il benessere fisico e mentale e per imparare a fare la cosa “migliore” nel momento migliore.

a cura della dott.ssa Arianna Cappiello, psicologa


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