Il pesce che arriva sulle nostre tavole proviene sempre più dall’estero

In Italia molti piatti della tradizione di tutta la penisola riguardano il pesce, ma quello che purtroppo non tutti sanno è che due pesci su tre che arrivano sulle nostre tavole provengono dall’estero. A dare l’allarme è stata la Cordiretti che ha denunciato che molto del pesce che noi mangiamo proviene dall’estero e spacciato come italiano, soprattutto nei ristoranti. Si pensi al pangasio del Mekong venduto come cernia, al filetto di brosme passato per baccalà, fino alle vongole turche e ai gamberetti cinesi. Oltre alla frode che viene fatta in etichetta, dove vige l’obbligo di indicare il paese di origine del prodotto, vi è anche il pericolo per la nostra salute, perché in molti dei Paesi da cui proviene il pesce sono permessi trattamenti vietati in Europa.

Nel solo 2014 sono stati importati in Europa oltre seicento milioni di chili tra pesce, crostacei, molluschi e altri invertebrati marini, mostrando un aumento del 4% rispetto al 2013.

Per cercare di difendere il più possibile i consumatori, la Coldiretti ha avviato progetti per incentivare il più possibile l’etichettatura del pesce che mangiamo e, per quanto riguarda la ristorazione, sta incentivando l’introduzione della “Carta del pesce” per distinguere il prodotto made in Italy.

Oltre a questo la Coldiretti inviata le persone a fare più attenzione alle etichette di ciò che comprano e a scegliere sempre il pesce in pescherie di fiducia o ad acquistarlo direttamente dai pescatori nelle zone di pesca, ove possibile.

Dall’Europa invece sono arrivate nuove direttive che riguardano appunto l’etichettatura, che impone l’obbligo di indicare la data di congelamento e di scongelamento, nel caso il pesce fosse venduto in seguito a scongelamento. Inoltre, nel caso in cui il pesce che stiamo comprando non sia composto da un unico pezzo di pesce ma da più parti unite tra di loro grazie ad additivi, enzimi o altre tecniche, in etichetta dovrà essere riportata la dicitura “pesce ricomposto”.

Per quanto riguarda i pescati italiani, sono da preferire quelli provenienti dal mar Ligure e Tirreno, dalla Sardegna, dalla Sicilia, dall’Adriatico settentrionale e meridionale e dallo Jonio occidentale.

Di Roberta Graziano

Fonte:

Prodotti ittici. Crescono le importazioni dall’estero”, Biologi Italiani, n. 6, anno 2016.