Piante Medicinali per la Sindrome dell’Ovaio Policistico

La ricerca da tempo sta valutando l’efficacia di trattamenti con sostanze farmacologiche, vegetali o di sintesi, attive sul fronte metabolico nel trattamento della sindrome dell’ovaio policistico come ad esempio la berberina: l’associazione con metformina, clomifene, ciproterone-acetato aveva portato alla luce interessanti indicazioni circa una contemporanea somministrazione.

Una recente review (Arezoo MJ et al. 2019) merita attenzione, avendo selezionato quarantadue gli articoli selezionati dalla ricerca. Il problema dell’infertilità e della disfunzione ovulatoria, pur analizzato da un numero limitato di studi, vede Trigonella foenum-graecumCimicifuga racemosa, Linum usitatissimum piante possibilmente utili da sole od in associazione a farmaci. Grifola frondosa che viene citata pur appartenente ad un altro regno, quello dei funghi.

Per migliorare lo status ormonale chiamate in gioco sono Vitex agnus-castus e Cinnamomum cassia (quest’ultimaper ridurre il fattore anti-mulleriano) da sola od insieme ad altre piante. Nigella sativa, Apium graveolens, Pimpinella anisum modulerebbero il rilascio di LH. Ad effetto antiandrogenico sono menzionate Anethum graveolens, Asparagus racemosus.

Intervenire sul fronte metabolico è un altro importante target delle terapie farmacologiche; in fitoterapia, oltre la citata berberina (dalla Berberis aristata), potrebbero essere efficaci ed utili anche Lagerstroemia speciosa, Cinnamomum zeylanicum e Nigella sativa.

Il profilo di sicurezza delle piante menzionate è buono, senza particolare insorgenza di effetti avversi importanti. Tuttavia, come sempre, inviamo a riferirsi a personale esperto nel settore al fine di limitare possibili interazioni controproducenti con farmaci già in atto. Garantire una efficace terapia presuppone la conoscenza di modi e tempi di somministrazione adeguati.